subota, 8. ožujka 2008.

La storia di Chicco I

Chicco al di fuori era un ragazzo come qualsiasi dei suoi coetanei di un paese dell’ est. Solo il suo sguardo, per chi sapeva osservare, era diverso.

Per chi sapeva osservare poteva leggere in quel sguardo la sette di sentire i sapori nuovi, di accogliere le esperienze dei marinai, la fame e il desiderio di vivere delle immagini e dei suoni, di contatti umani, di profumi e delle emozioni che solo i più grandi maestri della letteratura potevano trasmettere .
C’era nel suo cuore un desiderio, il desiderio ineludibile di un decisivo apprendistato: quello di una nuova, più intensa crescita interiore.

Rimanere li, fermo in un punto era diventato come vivere sotto una ombra inquietante da quale scappare, di liberarsi.
Bisognava partire, viaggiare, per il Mondo ma anche dentro se stessi.

Partire ripresentava anche la volontà di diventare sé stessi, oltre gli input ricevuti dai genitori e libri passionalmente divorati.

Un sole rosso color di sangue stava ormai tramontando in un paesaggio stanco colorato di un profumo di cenere che avvolgeva l’aria. Armato di un sogno, la passione e le parole che suo padre li disse in un giorno quando niente si poteva prendere per scontato:
“Ricordati sempre Chicco, possono portarti via tutto, la terra, la casa, i vestiti, anche i tuoi libri… Ma quello che ce lai qui” e mise la sua mano sulla testa di Chicco “ e qui” e prendesse la sua mano e la appoggiasse sul petto “ nessuno mai te lo potrà portare via”.

Nella sua valigia a piegato dolcemente anche le parole di un angelo di occhi chiari e capelli lunghi, quei stessi capelli in quali si infiltrava, silenziosamente, come un ladro, di notte trovando un rifugio, e il ricordo di quel sguardo che anticipava una stretta al cuore che mai prima sentiva cosi forte:
“Vai, cerca, esplora e trova quello che stai cercando, e quando lo troverai, torna, io ti aspetterò’”

Ogni tanto, a volte più spesso, a volte meno ci torna nel suo paese. Va nel stesso bar dove incontra le stesse facce, con i stessi discorsi, con i stessi sogni e aspirazioni che cercano di trovare la loro strada tra il fumo denso che riempie la stanza. Ascolta i soliti discorsi come 12 anni fa, “io potevo… a me hanno chiamato ma… se tornassi indietro…” .
Come se il tempo si fermasse in quella cita al mare, quel stesso mare che invitava a sfiorare dall’eternità a chiunque la cerca. E si senti straniero nella sua città.

Era proprio in quel momento quando si senti straniero nella sua città in quale si senti il cittadino del Mondo. Nel stesso momento si senti padrone di se stesso. Si senti libero.
Con un ceno veloce salutasse la gente nel bar e usci. Per un momento esitasse di voltarsi, ma poi’ pensò:
Loro ci sarebbero stati sempre li. E non andavano da nessuna parte.

Passeggiando ormai trasportato dalle ali di ricordi di adolescenza, la strada lo portò di fronte a casa sua. Li incontrasse di nuovo quei occhi di miele che non temevano il confronto... al suo sguardo non c'èra rimedio:

“Hai trovato quello che cercavi?”

“Veramente non saprei, ma una cosa e certa, ho trovato molto di più di quello che mi aspettavo.”

Ma questo, e lui lo sapeva, era solo un inizio…

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