Tutto e' piu' tranquillo tutto e' piu' vicino.
Tutto e piu' accentuato, come “La notte stellata” di Vincent. . Con quella Luna affascinante che non e' mai soltanto un enorme sasso in mezzo al cielo, che non ha ragione di esistere, perche' nulla puo' fare per l'uomo, se non illuminargli materialmente, il cammino. La luna di Vincent e' romantica, amica, calda come la passione irruente e dolce nel stesso momento, travolgente per la vita.
La notte mi avvolge come se mi volesse proteggere affettuosamente in un largo e materno abbraccio Per questo la ho sempre amato.
Gli attimi... petali di emozioni tra le mie dita. I momenti di immortalita'.
Tutta la vita in fuga come potrebbe avvertire un osservatore poco attento, ma la fuga era soltanto un andare incontro. Lo sentivo fermamente dentro il mio essere inspiegabile a parole. Il attimo dei sapori, suoni e colori, sensazioni impronunciabili, frammenti del divino universo in quale si perde anche il navigatore piu' esperto. Trasformare il attimo in eternita'. Lasciarsi andare.. Andare..
"First time in this city?" mi distrae la voce del tassista.
Non so' perche' pensava che ero straniero, in notti come queste ogni cita' e' come mia nativa. Decisi di accettare il gioco, non avevo voglia di immergermi nelle banalita' del momento.
"Yes. Can you please raise the volume on the radio if you don't mind, I adore this song", la solita scusa in momenti come questi che funziona quasi sempre.
"Shure"
http://www.youtube.com/watch?v=ZsB6phYhvOQ&feature=related
Le note di un piano melanconico accompagnavano perfettamente la danza dei semafori... rosso...giallo... verde. Chiusi i occhi.
"La perfezione non esiste", mi tornano le parole nella mente.
Echeggia ancora il caos della retorica confondente, gesti e le parole modificate. Parole messe in mezzo ai pensieri e le sensazioni impronunciabili. Messe in bocca, masticate, e sputate, mai digerite. Parole...
Ti ho sfiorato.. perfezione. So' che esisti, e adesso so' come riconoscerti. Sorrido.
Sorrido sempre con dolcezza quando ti penso. Non hai mai appreso un volto riconoscibile, una forma che ti distinguera' fisicamente dalla massa. Esattamente come in quel sogno adolescente che quasi mi scordassi. E ti riconobbi... oltre ogni scienza logica concetto o commento di filosofia eremita.
"We have arrived sir", consegno la banconota senza guardare il tassimetro.
"Thank you sir have a great evening"
"You too my friend, you too...thanx for playing the music. Music is best companion for a man. Never lies to your soul."
La musica non mente mai alla anima. La menzogna... unica cosa che riusciva a uccidere il meglio di me, lasciando il spazio per quelle cose che mi fanno vergognare di fronte a me stesso. Mi rannicchio come un riccio. Tutto deve essere vero, anche il dolore. Solo cosi anche se' ferisce non fa' male.
Mi fermo per accendere una sigaretta di fronte alla porta chiusa di un club da dove scappava la musica... o forse era il club che scappava dalla musica... lo scopriro' entrando. Non accendo la sigaretta e la giro tra le dita che come volessero suonare un pianoforte invisibile. Sorrido assaporando il profumo di asfalto di strade appena lavate. anche una cita grigia in questo momento sembra avere passato il suo odierno rito di purificazione.
Sento il desiderio di purificarmi come queste strade. Ho camminato nei boschi fatti di 0 e di 1, che piovevano dal celo, mascherati nel gioco di desideri mai pronunciati. Giochi di parole ... Con la machete in una e cuore nel altra, mi facevo la strada, in quella foresta pluviale dove piove sempre.. 1..1..0..0.1..1..0..0... Ho provato indole a estremizzare ogni pensiero puro. Nudo come il eremita che si spoglio' in una pianura ricoperta di neve per diventare piu' forte. Controllo il corpo per cercare lesioni... sono intatto, o almeno quasi.
Rimetto la sigaretta mai accesa nel parchetto girata al rovescio come sempre faccio. Solo giocando con le mie debolezze diventavo piu' forte.
Assaporo la notte estiva ancora una volta prima di entrare.
Divergevano due strade in un bosco,
ed io…io presi la meno battuta,
E di qui tutta la differenza è venuta.
Robert Frost
ed io…io presi la meno battuta,
E di qui tutta la differenza è venuta.
Robert Frost
...................
(continua)

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