"Come non funziona?"
La giornata era pesante.. hai gia' sonno e stai crollando... una di quelle serate quando unica cosa che vuoi fare per finirla e' rannicchiarti. Si, rannicchiarti in silenzio senza mostrare mai a nessuno il tuo momento di debolezza. Tutti ti vedono forte e tu dovevi essere forte per i altri. A nessuno facevi vedere quel tuo debole.. troppe persone dipendevano di te e tu dovevi essere forte per loro. Invece scopri che sei umano. Forse troppo, e quella sensazione ti eccitava e metteva paura nel stesso momento. Tutto quello che vuoi e rannicchiarti, sentire la forza respirare accanto a te.
Invece eri alla reception di null'altro albergo anonimo, in un'altra citta' anonima che pur conoscevi bene, ma apparte alcune forti sensazioni dei momenti particolari, sempre anonima rimaneva. Fuori era gia' buio. Le lacrime di sorellina ti rimbombano ancora nella testa. Le hai detto, chiama sempre.. chiama. "Stai tranquilla, appena mi sistemo ti chiamo". La azienda del tuo padre sta' fallendo di nuovo. La banca minaccia di prendere la casa. "Dammi ancora 7 giorni, tu.. tu.. tienili calmi.. compra del tempo.. dammi 7 giorni". Chiami A. Lei e' apposto, grazie al dio.
E da tanto tempo che unico confronto cercavi nei abbracci anonimi. Il tuo stile di vita non ti permetteva altro. Nessuno doveva patire per le tue scelte. Eppure, solo un abbraccio, un abbraccio ti tirerebbe su'. Il giorno dopo saresti di nuovo forte e niente e nessuno si metterebbe sulla tua strada senza essere schiacciato. Hai dei sogni, hai dei ideali da realizzare. Quelli dipendono dalla tua forza. Eppure .. sei qui... e non vuoi fare vedere a nessuno.. hai un momento debole.
"Fa' niente. Cambio albergo, ho bisogno di fare un paio di email importanti"
Un paio di telefonate andate male. Tutto pieno. Vuoi essere dentro el 4 mura di pietra griggia tipica per area dove si trovava la tua casa. Vorresti sentirti al riparo. Rimonti in macchina, ti fermerai al primo Autogrill e ti fornirai di soliti RedBull e comprerai il 10pack di Camel lights. Fumerai solo durante il tragitto, in fondo hai smesso, ma quelle ti servono piu' di qualsiasi cosa adesso, ti tengono sveglio. 7 ore di fari accecanti, la pioggia che ulula e strisce che contano chilometri. I tuoi fedeli compagni di viaggio. Musica e pensieri.
Ti ricordi il ultimo momento quando eri veramente felice con lei. Indole, sincero. Eravate sdraiati sul divano nella tua casa sommersa nel cielo infinito, e tu, sdraiato li, affianco a lei, sentivi tutta la forza. Sentivi la tranquilita' e quel calore caldo che ti risaliva su per la pancia. Eri sereno e avevi la forza di cambiare il mondo. Lei ti abbraccio quella volta e tu.. tu.. eri il uomo piu' felice del mondo. Assaporavi il suo respiro, lo sentivi come vero, come qualcosa che inebriava la tua anima.. insaziabile. Solo lei poteva colmarla con tanta dolcezza, quella spontanea e per niente anonima.
...............
Sono le 1 ... ci siamo. Sei arrivato. . Lei e' via. Non la contatti. Non vuoi che nessuno .. nessuno.. neppure lei intravede il tuo momento di debolezza. Ma lei, in quel momento solo lei poteva farlo sparire. Eppure ti lasci ululare di quel momento di debolezza. Quella che non vuoi mostrare a nessuno. Forse a lei, si, di fronte a lei non hai mai avuto dei segreti. Le vuoi raccontare, la vuoi abbracciare, appoggiare le tue labbra sul suo collo, e sdraiarti affianco al suo corpo. La sua presenza ti da forza. Lei e forte e eri sempre attratto dalle persone forti. La forza alimenta la forza.
Ti chiama lei.. ormai la tua testa sta crollando, i tuoi occhi si stano chiudendo, stai combattendo la stanchezza. In momenti come questi non hai parole, e la stanchezza sta uccidendo il ultimo sforzo di farti esprimere. Normalmente chi ti conosce, intuisce. Non eri mai di tante parole e il tuo mondo comunicatilo si nutriva di movimenti delle mani, espressioni facciali e quel sorriso, i+uno dei 100 che usavi per farti capire. Ogni sorriso accompagnato del sguardo aveva il suo significativo.
Siete insieme ormai. Non hai mai chiesto niente.. niente.. MAI. Gioivi le cose spontanee. Come dirle ? Come farle sapere? Come scroccare un abbraccio, come chiederle la cortesia di sua presenza che ti dava forza? Come ammettere il tuo momento di debolezza? Dovevi essere forte per tutti.. tutti. Invece nei momenti come questi, eri solo come un bambino che mettendosi la mano sui occhi vuole immaginare che i mostri spariranno pur sapendo che questo non avenira'. Ma per un momento, volevi illuderti. Unica illusione che accettavi.
Le parole mutiscono. Vorresti che la sensazione parla per se'.. vorresti che per una volta qualcuno capisce te. Vorresti..
La testa crolla e le parole si perdono nel abisso..quel abisso che normalmente separa due persone che non riescono a fare capirsi a volte. Tu hai fiduccia, vi conoscete da 2 anni ormai, ma.. quanto vi conoscete? Non hai mai mostrato questo tuo lato a quasi nessuno.., A lei di sicuro.
E poi.. come dirle.. che il suo abbraccio aveva tanta importanza per te? Come dirle. Non sei stato mai bravo a parole.. mai...
Vuoi rompere il imbarazzo con i sorrisi...
Le parole si perdono nel abisso... irrecuperabili...
Non potevi neanche immaginare che un sogno diventera' incubo presto e che le circostanze saranno il regista, ma il attore principale saresti tu.
…..
“che hai? Sei strano”
Vorresti dirle.. raccontarle.. ma parole non arrivano... speri che intuira', ma come potrebbe? Eppure.. tu speri.. invano. Non sai neanche il perche'. Non volevi mai chiederle niente, niente, saresti come tutti nei suoi occhi, ma tu non eri come tutti. E poi.. che le dici? Ho un momento di debolezza? Che le dici?
Impasticcerai le parole, non hai forza ne voglia di parlare.. sono le 3 ormai. I occhi si chiudono e riaprono.. chiudono e riaprono in una danza della voglia di gridare e necessita' di stare muti. Hai sempre nascosto le tue debolezze.. forse soli a lei eri prono di mostrarle. Solo a lei. In questo momento lei era la piu' lontana e piu' irraggiungibile di tutte, eppure la piu' vicina. Stavi bene con lei, e questa sensazione ti metteva anche' un po' paura. Era solo un sogno e lo sapevi bene, eppure, come se fosse palpabile. Lo sentivi dentro, e inebriava di caldo il tuo stomaco. Toccava l'anima come nessun altro prima. Quelle dita invisibili,.. un sogno.
Dici a se stesso.. ti abbraccio, ti racconto tutto, ti apro il cuore. Nel stesso momento sai che lei avra paura di questa tua sensazione. Ormai sei li, e ti stavi impasticcando. Non potevi neppure immaginare..
Come dire a parole a qualcuno quanto significa nella tua vita in questo momento? Quale poeta o scrittore ha inventato le parole adatte? Chi? Dove? Quando?
*Via! Via da me... sei come tutti i altri. * sentivi gridare le sue parole impronunciate.
Era ultima cosa che volevi avvertire.. ultima. Il brivido ti sali per schiena, quel stesso che averti' lei.
Il sogno svanisce.. e tu ti senti impotente. Le parole giuste non arrivano.. tutto sembra banale e inutile. Senti la frustrazione, odi le parole, il abisso che vi separa.
Invano allunghi la mano.. aspetta.. asp..
I occhi si chiudono e il corpo si ribella alla mente che vuole solo fermare quel attimo fungente.
E adesso che fai? La sensazione di impotenza ti alimenta la frustrazione. I tre bicchieri di vino alimentano il fuoco. Ce' ancora speranza pensi.. ma senti che non ce'. Le sue parole arrivano in continuo come le frecce, pungenti come spine e taglienti come lame. Tu ne sei senza.
Normalmente ti rannicchi, e sei inferibile, ma stasera, sei senza corazza, nudo come il eremita perso nel bosco.
Il sogno divento' un incubo ormai. Nella tua mente e tutto accentuato e ogni parola pesa 1000 tonnellate. Vorresti che il incubo finisce, vorresti.. vorresti... ma non sai difenderti.
Tanto.. niente qui e reale ti ripeti.. NIENTE. Il sogno.. vabbe, con il sogno ti illudevi.. ma questo incubo? no! non puo essere reale.. e' solo creazione della tua mente, ti illudi sulla illusione. Le parole non sono vere, no, non feriuscono.. eppure...
Rannicchiati.. rannicchiati.. ma sei senza corazza stasera, e ogni parola ferisce.
Ti trovi in questa stanza buia dove solo le parole contano e tu ne sei senza. Sai solo lanciare un grido al vuoto che al vuoto non arriva.
Il incubo deve finire.. devi ammazzarlo. In quel momento, non sai ancora che il attore principale saresti tu. Userai il sarcasmo, provocherai e spererai che il incubo finisce, si estingue, sparisce nel eternita'. I tuoi sensi ormai non percepiscono la realta', i occhi si chiudono da soli ma la mente vuole combattere, sei ferito, come un animale abbandonato nel bosco.
Doveva essere solo un litigio, e le tue parole divennero lame. Lame che ti troverai piantate nel cuore il giorno dopo.
Vuoi solo dormire ormai sperando.. era solo un incubo.
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Eri chieco, e non riuscivi a vedere oltre.
Il tuo nuovo viaggio inizziera' qui.

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