Lo hanno fermato in portineria: “Oggi deve fare il corso di sicurezza" esclamò’ il guardiano. Il primo pensiero di Chicco era “Uffa, che noia le forme, le pratiche, le procedure, l’art pur l’art.”
Il appuntamento era alle 2. Chiama la squadra ed era il primo a sedersi in ultima fila. Almeno ci facciamo il pisolotto, e poi tutti in piena.
Dopo 15min durante il solito film "state attenti a questo, state attenti a quello, badate alla vostra sicurezza e soprattutto non dimenticate la sicurezza dei altri…"
Il suo occhio coglie la scena a quale nessuno ci ha dato caso.
Si alza una persona mormorando e cambia il posto d’altra parte della sala. Si alza il secondo, e cosi 6 persone si spostano e lascano il spazio vuoto intorno a un ragazzo di colore. Il terrore e l’angoscia del suo sguardo cosi famigliare a Chicco, lo lasciano senza fiato.
In 10 millisecondi Chicco lancia il sguardo verso le persone che si sono spostate toccandosi il naso e capì subito. Erra a conoscenza del odore particolare della pelle colorata, In una giornata stressante, quando il lavoro, l’anima, la voglia, la metti d’in fronte alla propria vanità. Conosceva e riconosceva le gocce di sudore.
Pero quel sguardo di ragazzo Indiano, il terrore, la paura, la timidezza, il vergogno, la voglia di assimilarsi e sparire nella massa, non lo dimenticherà mai.
Senza pensarci più di tanto di quello che il suo percepire riesce a permetterli, si alza e si siede affianco al ragazzo Indiano. Il suo sguardo dolce pieno di apprezzazione, di ringraziamenti espressi senza parole, cancellarono il olfattivo di Chicco in un spensierato instante.
Chicco a sto punto sente il rumore delle sedie. Lancia lo sguardo veloce verso la sorgente, e vidi i quattro colleghi, amici dell’ cuore, alzarsi in silenzio e circondandoci strettamente, con sguardi che parlavano 1000 lingue.
Ok… adesso parliamo di sicurezza.

Nema komentara:
Objavi komentar