srijeda, 24. listopada 2007.

Ho sfiorato un Angelo

Il Chianti Classico che scolla nel sangue,
il rumore delle macchine sempre più rare che passano sotto l’albergo,
le sirene d’ambulanza, pompieri e polizia … il nocturno Genovesescavo profondamente nei angoli lontani dei ricordi recenti per ricavare quei attimi ...
che ormai sembrano di essere un sogno.

Un sogno che si diluisce leggermente, con il andazzo della giornata.


Mi ricordo come piccolo, davanti a un supermercato, ci fermasi una zingara. Mi guardo nei occhi e disse a mia mamma: “Quante conquiste faranno sti occhi celesti”:

Pensai per un po’ (e per un po’ era vero) che si riferiva solo alle “conquiste” riguardo il lato femminile. Ma poi con il tempo, ho capito che non era solo il colore che importava ma anche il modo di guardare. Ho i occhi curiosi. Ancora da bambino, che guardano e non si fermano sulla superficie. E vogliono conquistare tutto il mondo.

Quella serra, tutto il mondo era Lei.

Non riuscivo a non fissarla.... La pelle bianca come la neve di Siberio e i occhi dolci che scioglievano con leggerezza quel poco di machismo che mi son portato addosso quella sera. I suoi movimenti muovevano l’aria che mi accarezzava la guancia come la mano della mamma che asciuga le lacrime a suo bambino.

“Loro possono avere il mio corpo, ma non la mia anima” mi disse.

“Io non voglio il tuo corpo senza l’anima, come che non voglio la tua anima al costo che non rimanga tua. Io voglio darti una parte della mia cosi che quel pezzo può crescere con la tua.”

Stavo facendo i sforzi di non essere banale sul reale. Ma non importava. Erano solo parole buttate nel vento. In quel momento erano un extra a quale nessuno ci fa caso.


Chiudei i occhi….il mondo spari…


Tutto… a’parte le Alpi dei suoi seni caldi , il suo fiato prima limpido e sottile
poi torbido e immorale, che mi scendeva sul collo come il vento dei Urali. E sotto il ombelico … il fiume Kama che scorreva per lavare tutte le mie paure e a metter pace
alla foresta in fiamme. Profumi inebrianti...

… le sue labbra…. Le sue avide labbra che dicevano bugie e il suo corpo colmo d’immensa dolcezzale le smentiva.


Aprii i occhi.

Era il giorno di partire. Normalmente la valigia (ormai abituato) la faccio in 10min. I pensieri volavano e ogni abbitto era piegato almeno 10 volte. In macchina i “Zero assoluto” pensavo…

il caricabatterie rimasto sul comodino, il dopobarba sul lavabo…

La maglietta in armadio e la giacca in ufficio….

Pero, il ricordo di lei mi sonno portato indietro. Il profumo di lei cera ancora in mezzo alé dita… L’unica cosa che dovevo lasciar dietro…

…continuerà eventualmente…

2 komentara:

Chiara di Notte - Klára kaže...

Ciao ;-)

Ricambio la visita e ti aggiungo al blog roll.

Benvenuto nel mondo dei blogger.

Flyingboy kaže...

@Chiara

Grazie.
Corro su google per capire cose' il blog roll.

Hogy eljöttél. Il mio primo comentto!!!!

Lets roll in a blog world...

ok..ok..son calmo...